Storia della Formula 1

Negli anni immediatamente precedenti allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, si pensava si organizzare un campionato mondiale di corsa di automobili. L’avvento del conflitto spazzò via completamente le carte dalla tavola, che vennero riprese soltanto nel 1946, quando venne creata la Formula A. Dal 1950 invece partì la Formula 1, un nuovo nome che si rese necessario per via della creazione in contemporanea di una classe cadetta, la Formula 2, e della Formula 3.

Il primo campionato del mondo piloti

Il primo campionato al mondo per piloti prese luogo nel 1950 ed era costituito da sei tra i maggiori Gran Premi in Europa, ai quali si aggiungeva la 500 miglia di Indianapolis. Quest’ultima tuttavia presentava un diverso regolamento tecnico, perciò furono davvero pochi i piloti che vi presero parte. La differenza tra i regolamenti ha sempre costituito una gatta da pelare, tanto è vero che la denominazione “Campionato del mondo Piloti di Formula 1” fu adottata soltanto nel 1981. Fino al 1960, ad esempio vi arano nel calendario più gare con diversi regolamenti tecnici.

Per quanto riguarda i regolamenti, essi riguardavano soprattutto cilindrata, alimentazione e in generale tipologia.

Dal motore anteriore a quello centrale

Una grande rivoluzione nella Formula 1 si ottenne con una soluzione tecnica. Partiamo dal presupposto che anche il grande Enzo Ferrari era dell’idea che “i cavalli stanno davanti al carro e lo stesso deve fare il motore”. Questa bella metafora tuttavia si piegò davanti ai risultati ottenuti dal motore centrale introdotto da Lotus e BRM (British Racing Motors). D’un colpo, tutti i progetti che sembravano “rivoluzionari” ma che prevedevano il motore anteriore, cedettero il passo al motore centrale.

La monoscocca

Un ulteriore passo in avanti, oltre al motore centrale, fu determinato dalla monoscocca. Un unico telaio, in alluminio, rappresentò da subito un’idea geniale, tuttavia non messa a punto nel migliore dei modi. Passò qualche tempo prima che questo nuovo assetto avesse dei risultati, che poi arrivarono e che vide tutte le auto adeguarsi a questa nuova trovata tecnologica.

Motori sempre più potenti

Il 1967 rappresentò un anno determinante per la storia dei motori di Formula 1. In quell’anno infatti arrivò il motore Ford-Cosworth DFV V8, un motore che dominò la Formula 1 per i successivi 15 anni. Si tratttava di un motore leggero e compatto, con 4 valvole per cilindro e testate bialbero. Questo garantiva molta più potenza rispetto al concorrente Repco.

Tempo di incassare

La Formula 1 acquisiva sempre più seguaci, anche grazie all’avvento della TV di massa. Non c’era migliore occasione che stampare sui telai i nomi di vari brand. In pratica, arrivarono le sponsorizzazioni. Spuntavano, ad esempio, i loghi della Shell o di Castrol. Negli anni ’80, ’90 e soprattutto 2000, gli sponsor riguardano non solo prodotti “relativi” ma anche ben lontani, come la famosa “Marlboro”, il brand di sigarette più popolare al mondo, che ovviamente è allo stesso tempo uno sponsor ben poco sportivo (in quanto fumare è nocivo e non adatto a chi fa sport).